Traumi infantili e malattie mentali

Ansia, psicosi, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare, disturbo borderline di personalità, disturbo da stress post-traumatico (PTSD), abuso di sostanze e depressione. Ma anche malattie fisiche come l'obesità e il dolore cronico sono in qualche modo correlate con la presenza di forti stress o traumi in età infantile. Tre recenti studi evidenziano il peso dell’ambiente nella genesi dei disturbi mentali più comuni.

Aver subito traumi durante l'infanzia triplica il rischio di soffrire di un grave disturbo mentale in età adulta

Subire traumi psicologici durante l'infanzia aumenta significativamente il rischio di sviluppare un disturbo mentale in età adulta.
Nello specifico, di ben tre volte, secondo un recente studio. 

Lo studio ha analizzato quattordici recensioni e meta-analisi pubblicate fino ad oggi su riviste specializzate relative a questo tema ed è il primo a prendere in considerazione l'intera gamma dei disturbi mentali esistenti.

In totale, gli studi analizzati incorporano più di 93.000 casi, rivelando un legame diretto tra la sofferenza di un trauma psicologico in età pediatrica e il rischio di sviluppare una patologia mentale più avanti nella vita. 

I traumi infantili più comuni sono gli abusi emotivi, fisici e sessuali, così come l'abbandono emotivo o fisico e il bullismo. La sofferenza causata da queste situazioni danneggia il cervello, provocando conseguenze fisiche oltre che psicologiche.

Nel caso dell'abuso emotivo, il trauma più frequente è associato al disturbo più diffuso nella popolazione, quello dell'ansia. 

Ma c'è anche una relazione tra i traumi infantili e altre patologie, come la psicosi, che è legata a tutti i traumi, il disturbo ossessivo-compulsivo o il disturbo bipolare. Il rischio di soffrire di disturbo borderline di personalità aumenta fino a quindici volte nel caso di aver subito un trauma durante l'infanzia.

Alla luce di questi risultati è evidente che i pazienti abbiano bisogno di un approccio che tenga conto non solo dei fattori fisici, ma anche della loro storia. 

I traumi infantili hanno un forte impatto sia sulla salute mentale che fisica

L’ambiente sociale in cui cresciamo è fondamentale per determinare il nostro benessere e la nostra salute. 

La maggior parte degli individui (67%) riferisce di aver vissuto almeno un evento traumatico durante l'infanzia e un nuovo studio mostra che queste esperienze hanno un impatto significativo sulla nostra salute. 

Le malattie fisiche come l'obesità e il dolore cronico sono correlate, ma i disturbi mentali mostrano l'associazione più significativa, tra questi il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), il disturbo bipolare, l'abuso di sostanze e la depressione.

I dati provengono da più di 16.000 persone che hanno partecipato all’Healthy Nevada Project.

Quasi due terzi (66%) dei partecipanti ha ricordato almeno un tipo di trauma e quasi un quarto (24%) ha riferito di averne sperimentati più di quattro. 

Tredici malattie mentali hanno mostrato le associazioni statisticamente più significative, inclusi: disturbi dell'umore, depressione, disturbo da stress post-traumatico, disturbi d'ansia, disturbi alimentari, schizofrenia e abuso di sostanze. 

Per ogni abuso vissuto durante l'infanzia, il rischio di PTSD è aumentato del 47%. Ogni trauma cumulativo aumentava anche del 33% il rischio di tentare il suicidio.

I genitori possono trasmettere ai loro figli il rischio di dipendenza da sostanze alcoliche non solo direttamente, per via genetica, ma anche indirettamente attraverso aspetti dell'ambiente domestico influenzati dalla componente genetica, come la conflittualità coniugale o la separazione.

Lo studio ha scoperto che l'esposizione dei bambini alla conflittualità genitoriale o alla separazione dei genitori è associata allo sviluppo di un disturbo da dipendenza da sostanze alcoliche.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che i geni che predispongono le persone alla dipendenza da consumo di alcol le predispongono anche a sperimentare più conflitti nelle loro relazioni sentimentali.

Sulla base di ciò, i ricercatori hanno ipotizzato che i bambini che sono esposti alla separazione dei genitori o alla elevata conflittualità della relazione genitoriale ereditano anche una predisposizione genetica verso i problemi di alcol, e che l'esperienza di queste avversità familiari potrebbe essere un percorso ulteriore attraverso il quale il rischio genetico per i problemi di alcol viene passato dai genitori ai loro figli.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di 4.846 persone di origine europea e 2.005 persone di discendenza africana.

L’idea convenzionale è che il rischio genetico per i problemi di alcol viene passato dai genitori ai figli attraverso la condivisione di alleli, o variazioni di geni. 

Tuttavia, quello che è stato scoperto è che i genitori con più alleli associati ai problemi di alcol erano anche quelli con maggiori conflitti relazionali e con tassi più elevati di separazione o divorzio.

Fattori che a loro volta sono associati a maggiori probabilità di rischio per la trasmissione del disturbo da abuso di alcol.

La trasmissione quindi avviene su più livelli, a livello genetico ma anche a livello ambientale. 

I geni modellano il nostro ambiente rendendoci più conflittuali ed instabili, e l’ambiente a sua volta modifica l’espressione genica della prole.

Pertanto, uno dei modi in cui si attiva l'eredità genetica è attraverso la definizione del nostro ambiente domestico. 

Queste avversità familiari possono aumentare il rischio di sviluppare i sintomi del disturbo da consumo di alcol in seguito.

Un'implicazione importante dei risultati di questo studio è che, anche se il rischio per i problemi di dipendenza da alcol è, in parte, radicato nel codice genetico, l'intervento più utile potrebbe essere quello che agisce sul contesto e non necessariamente quello farmacologico.