
Dove sono memorizzati i traumi infantili e le paure del passato?
Engrammi sinaptici neocorticali utilizzati per la conservazione di ricordi traumatici del passato.

Mentre la codifica iniziale dei ricordi traumatici contestuali comporta il rafforzamento dei circuiti ippocampali, questi ricordi “maturano” progressivamente in forme stabilizzate nella neocorteccia e diventano meno dipendenti dall'ippocampo.
Sebbene sia stato proposto che l'archiviazione a lungo termine dei ricordi contestuali possa comportare cambiamenti sinaptici duraturi nei circuiti neocorticali, i substrati sinaptici dei ricordi contestuali remoti non sono stati, fino ad ora, chiaramente identificati.
In un recente studio si è dimostrato che il consolidamento dei ricordi di paure contestuali remote, nei topi, è correlato al progressivo rafforzamento delle connessioni eccitatorie tra i engrammi neuronali della corteccia prefrontale (PFC), attivati durante l'apprendimento e riattivati durante il richiamo della memoria remota.
Lo studio suggerisce che il rafforzamento progressivo e specifico della sinapsi dei circuiti della corteccia prefrontale può contribuire all'archiviazione a lungo termine dei ricordi contestuali.
L'acquisizione di memorie contestuali richiede circuiti ippocampali. Ad esempio, la codifica dei ricordi di paure contestuali coinvolge la plasticità specifica delle sinapsi nei circuiti dell'ippocampo e dell'amigdala.
Una volta acquisite, le memorie contestuali maturano gradualmente in forme stabilizzate nella neocorteccia. Il modello di consolidamento standard propone che l'archiviazione a lungo termine dei ricordi contestuali possa comportare cambiamenti sinaptici duraturi nei circuiti neo-corticali in modo tale che il richiamo della memoria remota dipenda meno dall'ippocampo.
Lo studio dimostra che i ricordi di paure remote, formatesi in un lontano passato, sono permanentemente immagazzinati nelle connessioni tra i “neuroni della memoria della corteccia prefrontale”.
Sono i “circuiti della memoria” prefrontale che vengono progressivamente rafforzati dopo eventi traumatici e questo rafforzamento gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui i ricordi della paura maturano in forme stabilizzate nella corteccia cerebrale per l'archiviazione permanente.
Utilizzando un meccanismo simile, anche altri ricordi remoti, non legati alla paura, potrebbero essere memorizzati in modo permanente nella corteccia prefrontale.
È stato scoperto che un piccolo gruppo di neuroni all'interno della corteccia prefrontale, chiamati neuroni della memoria, erano attivi durante l'evento traumatico iniziale e venivano ri-attivati durante il richiamo della memoria della paura.
L’inibizione selettiva di questi “neuroni della memoria” ha impedito ai topi di richiamare i ricordi di paure remote.
Negli esperimenti i topi hanno ricevuto uno stimolo avversivo in uno specifico contesto. Hanno quindi imparato ad associare lo stimolo avversivo al contesto. Quando sono stati esposti allo stesso contesto un mese più tardi, i topi si sono “congelati” esprimendo una tipica risposta di paura a riprova dell’avvenuta memorizzazione.
I ricercatori hanno dimostrato che le connessioni (sinapsi) tra i neuroni della memoria della corteccia prefrontale sono state gradualmente rafforzate dopo l'apprendimento della paura, e tale rafforzamento ha aiutato la corteccia prefrontale a memorizzare in modo permanente i ricordi di paure remote.
Successivamente, per estinguere la memoria remota della paura, i ricercatori hanno ripetutamente esposto le cavie allo stesso contesto precedentemente associato allo stimolo avversivo ma senza somministrare ulteriormente lo stimolo. Come previsto la risposta di paura al contesto si è gradualmente estinta.
È interessante notare che l'estinzione della memoria della paura remota ha indebolito gli stessi “circuiti della memoria prefrontale” che erano stati precedentemente rafforzati per immagazzinare la memoria della paura.
Una disregolazione del consolidamento della memoria della paura può portare a una paura cronica, disadattativa, tipica del disturbo da stress post-traumatico.
Considerando che i pazienti con disturbo da stress post-traumatico soffrono a causa dei ricordi di vecchie paure, lo studio fornisce informazioni importanti per lo sviluppo di strategie terapeutiche finalizzate a sopprimere la paura cronica.




