Bambini, adolescenti e adulti utilizzano strategie di apprendimento diverse. 

Come creiamo inferenze tra esperienze e fatti non direttamente collegati? Sembra che il modo con cui generiamo connessioni cambi drasticamente con l’età. I bambini funzionano in modo diverso dagli adolescenti e dagli adulti.  Tenere conto di tali differenze potrebbe un giorno portare a strategie di apprendimento personalizzate basate sullo specifico livello di sviluppo cognitivo raggiunto da ciascuno.

I ricercatori hanno scoperto che mentre gli adulti costruiscono memorie integrate con inferenze già pronte, i bambini e gli adolescenti creano ricordi separati che solo in un secondo tempo confrontano per fare inferenze.

Il modo con il quale gli adulti strutturano la conoscenza non è necessariamente adatto per i bambini, poiché le strategie che utilizzano gli adulti richiedono una “infrastruttura” cerebrale che non è completamente matura nei bambini e negli adolescenti.

Per comprendere la distinzione tra il modo in cui adulti e bambini fanno inferenze, immagina di trovarti in un asilo nido. 

Al mattino, vedi un bambino arrivare con un adulto, ma nel pomeriggio quel bambino torna a casa con un adulto diverso. Automaticamente deduci, sulla base di sesso ed età, che i due adulti sono i genitori del bambino e che sono una coppia.

Il tuo secondo ricordo (quello dell’adulto che porta a casa il bambino) includerebbe sia la seconda persona sia le informazioni relative alla persona che ha portato il bambino all’asilo. Il secondo ricordo unirebbe automaticamente le due esperienze in una sola traccia dove entrambi i presunti genitori sono collegati da una inferenza che funge da contenitore.

Un recente studio, tuttavia, rivela che è improbabile che un bambino che si trovasse a vivere la stessa esperienza, faccia lo stesso tipo di ragionamento.

Nella mente del bambino le due memorie sono meno connesse. 

Se chiedi a tuo figlio di dedurre chi sono i genitori di quel bambino, tuo figlio può tranquillamente arrivare alle tue stesse conclusioni, ma per lui il procedimento è un po' diverso:
deve recuperare i due ricordi distinti e poi ragionare, in un secondo tempo, su come ogni adulto potrebbe essere correlato all’altro in quello specifico contesto.

Il meccanismo neurale di bambini e adulti è diverso e la strategia utilizzata dai bambini sembra essere ottimale per il modo in cui i loro cervelli sono cablati prima che i sistemi di memoria nell'ippocampo e nella corteccia prefrontale maturino completamente. 

Questa differenza potrebbe impedire ai bambini di recuperare i ricordi passati durante il nuovo apprendimento e potrebbe, di conseguenza, limitare la loro capacità di collegare gli eventi.

In assenza di un sistema di memoria maturo, la cosa migliore che un bambino può fare è stabilire tracce di memoria accurate e non sovrapposte. A partire da quelle tracce di memoria accurate, i bambini possono poi promuovere inferenze sulle loro eventuali connessioni.

Nello studio in questione i ricercatori hanno chiesto a 87 soggetti, di età compresa tra 7 e 30 anni, di guardare coppie di immagini mentre i loro cervelli erano analizzati da uno scanner fMRI (risonanza magnetica funzionale). 

La risonanza magnetica funzionale ha misurato l'attività cerebrale rilevando i piccoli cambiamenti nel flusso sanguigno mentre i soggetti erano intenti a stabilire eventuali inferenze tra gli stimoli presentati.

I ricercatori hanno scoperto che la strategia utilizzata dagli adolescenti per fare inferenze era diversa sia da quella dei bambini piccoli che degli adulti. 

Tornando all'esempio dei genitori che vanno a prendere il bambino all'asilo, quando un adolescente immagazzina il ricordo del secondo adulto, sopprime automaticamente la traccia di memoria relativa al primo adulto, quello che ha portato il bambino. 

Negli adolescenti ogni ricordo diventa ancora più distinto rispetto a quelli immagazzinati in precedenza, ancora di più di quanto accade nei bambini piccoli. Questo fenomeno automaticamente sopprime la produzione di inferenze automatiche.

Gli adolescenti sembrano essere cablati per favorire strategie di apprendimento finalizzate ad esplorare il mondo più che per sfruttare ciò che hanno già appreso.

Questa ed altre informazioni tratte dalla sperimentazione sui correlati neurali dell’apprendimento potrebbero un giorno favorire lo sviluppo di strategie per migliorare l'insegnamento e l'apprendimento differenziate sia per età che per livello di sviluppo individuale. Non necessariamente infatti i livelli di sviluppo morfologico e funzionale del cervello rispettano con precisione le tempistiche definite da specifici standard.

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