
Una nuova rete cerebrale chiamata Somato-Cognitive Action Network (SCAN) alla base della connessione mente-corpo
Uno studio ha dimostrato che le aree che controllano il movimento sono collegate alle reti coinvolte nel pensiero, nella pianificazione e nel controllo delle funzioni corporee. La scoperta potrebbe spiegare perché la meditazione e l'esercizio fisico migliorano l'umore.

- Il collegamento tra mente e corpo è presente in una struttura del cervello.
- Le aree che controllano il movimento sono collegate alle reti coinvolte nel pensiero e nel controllo delle funzioni corporee.
- La meditazione e l'esercizio fisico possono migliorare l'umore.
- Lo stimolo del nervo vago può alleviare la depressione.
- Lo studio ha identificato una nuova rete cerebrale chiamata Somato-Cognitive Action Network (SCAN).
I praticanti della mindfulness dicono che un corpo calmo porta ad una mente calma. Uno studio condotto dai ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università di Washington a St. Louis dimostra che l'idea che corpo e mente siano strettamente legati non è solo un'astrazione. Lo studio mostra che alcune parti del cervello che controllano i movimenti sono collegate a reti che sono coinvolte nel pensiero e nella pianificazione, e nel controllo delle funzioni involontarie del corpo come la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Questi risultati evidenziano una connessione letterale tra corpo e mente in una specifica struttura del cervello.
La ricerca, pubblicata il 19 aprile sulla rivista Nature, potrebbe aiutare a spiegare alcuni fenomeni strani, come ad esempio perché l'ansia spinge alcune persone a camminare avanti e indietro, perché stimolare il nervo vago, che regola le funzioni degli organi interni come la digestione e il battito cardiaco, può alleviare la depressione e perché le persone che si allenano regolarmente riferiscono di avere un atteggiamento più positivo verso la vita.
Le persone che praticano la meditazione sostengono che, attraverso esercizi di respirazione e altri metodi, si possa calmare la mente insieme al corpo. Questa pratica può essere particolarmente utile per chi soffre di ansia, tuttavia finora non esisteva una chiara evidenza scientifica sul suo funzionamento. Recentemente è stata individuata una connessione tra la parte del cervello altamente attiva e orientata agli obiettivi e le aree che controllano la respirazione e la frequenza cardiaca. Pertanto, se si riesce a calmare una di queste parti, si dovrebbero ottenere effetti positivi anche sull'altra.
L'obiettivo iniziale degli sperimentatori era di verificare la mappatura da tempo nota delle aree del cervello che controllano il movimento, utilizzando tecniche le più moderne di imaging cerebrale.
Negli anni '30, il neurochirurgo Wilder Penfield mappò le aree motorie del cervello applicando piccoli impulsi elettrici ai cervelli esposti di persone sottoposte a intervento chirurgico al cervello, osservando attentamente le loro risposte. Egli scoprì che la stimolazione di una stretta striscia di tessuto su ciascun lato del cervello provocava il movimento di parti specifiche del corpo. Inoltre, le aree di controllo nel cervello sono disposte in un ordine preciso, corrispondente alle parti del corpo che dirigono. La mappa di Penfield delle regioni motorie del cervello, rappresentata come un omuncolo, è diventata un pilastro dei libri di neuroscienze.
Gordon, Dosenbach e il loro team hanno deciso di replicare lo studio di Penfield utilizzando la tecnologia di risonanza magnetica funzionale (fMRI). Hanno selezionato sette adulti sani per sottoporli a lunghe sessioni di scansione cerebrale fMRI, sia durante il riposo che durante l'esecuzione di compiti specifici. Grazie ai dati ad alta densità raccolti, hanno creato mappe cerebrali personalizzate per ciascun partecipante. Successivamente, hanno confermato la validità dei loro risultati utilizzando tre grandi dataset fMRI pubblici: il Progetto di Connessione Umana, lo Studio sullo Sviluppo Cognitivo del Cervello Adolescente e il Biobanco del Regno Unito, che insieme contengono scansioni cerebrali di circa 50.000 individui.
Gli esperti hanno recentemente scoperto che la mappa di Penfield, riguardante l'area motoria del cervello, presentava alcune imprecisioni. Sebbene il controllo dei piedi, delle mani e del viso fosse correttamente identificato, vi erano ulteriori aree nella stessa zona che non sembravano direttamente legate al movimento. Inoltre, queste aree non motorie apparivano differenti da quelle legate al movimento, poiché erano più sottili e fortemente connesse ad altre parti del cervello coinvolte in processi cognitivi, di pianificazione, di arousal mentale, di percezione del dolore e di controllo degli organi interni e delle funzioni vitali, quali la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca.
Ulteriori esperimenti di imaging hanno mostrato che, sebbene le aree non legate al movimento non diventassero attive durante il movimento, diventavano attive quando la persona pensava di muoversi.
Secondo Dosenbach, tutte le connessioni presenti nel cervello hanno senso se si considera la sua funzione principale: comportarsi in modo efficace nell'ambiente circostante per raggiungere i propri obiettivi senza farsi del male o uccidersi. Il movimento del corpo ha uno scopo preciso e, di conseguenza, le aree motorie devono essere collegate alle funzioni esecutive e al controllo dei processi corporei di base, come la pressione sanguigna e il dolore. Il dolore è il feedback più potente: quando si fa qualcosa che provoca dolore, si evita di ripeterlo in futuro.
Dosenbach e Gordon hanno chiamato la rete che hanno identificato "Somato (corpo)-Cognitive (mente) Action Network", o SCAN. Per capire come la rete si sviluppa ed evolve, hanno esaminato il cervello di un neonato, di un bambino di 1 anno e di uno di 9 anni. Hanno anche analizzato dati raccolti in precedenza su nove scimmie. La rete non era rilevabile nel neonato, ma era chiaramente evidente nel bambino di 1 anno e quasi matura nel bambino di 9 anni. Le scimmie avevano un sistema più piccolo e rudimentale senza le estese connessioni presenti negli esseri umani.
Il nostro corpo ha un sistema che integra il movimento con la fisiologia, che inizialmente si è sviluppato per evitare svenimenti quando ci alziamo in piedi. Tuttavia, con l'evoluzione, questo sistema si è evoluto per includere anche elementi cognitivi molto complessi. Questo dimostra l'esistenza di una rete mente-corpo, che è stata segnalata in vari studi e osservazioni.
Penfield fu un genio i cui contributi hanno dominato il campo per ben 90 anni, ma la sua visione ha creato un punto cieco. Tuttavia, una volta che si è iniziato a cercare alternative alle sue teorie, sono stati scoperti numerosi dati pubblicati che non erano in linea con le sue idee e che erano stati ignorati. Gli scienziati hanno raccolto molteplici osservazioni e dati, sintetizzandoli per proporre un nuovo modo di pensare alla connessione tra corpo e mente.




