La dipendenza da Internet e la dipendenza dal gioco non sono collegate.

Immagine copertina cyberpsychology
Una ricerca basata su studenti universitari ha evidenziato che non c’è alcuna sovrapposizione statistica tra coloro che dichiarano un uso eccessivo di Internet e chi ha problemi con il gioco d'azzardo. Tuttavia, secondo quanto pubblicato su Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, entrambi i comportamenti di dipendenza sono associati con problemi psicologici come depressione, ansia, stress e solitudine.
Sia la dipendenza Internet che il gioco d'azzardo sono in genere considerati come dipendenze comportamentali, e come tali sarebbe logico supporre che colpiscano la stessa tipologia di persone.

Alcolismo dei genitori e psicopatologia dei figli. Quando la madre è alcolista rischiano di più le bambine.

Gli scienziati sanno già che i figli di alcolisti  hanno un rischio maggiore di sviluppare una malattia psichiatrica, ma gli effetti del genere (maschile - femminile) su questo rischio non sono ben noti. Un nuovo studio ha evidenziato che ci sono correlazioni diverse in base al sesso del genitore alcolista e del bambino. I risultati della ricerca saranno pubblicati nel numero di Ottobre 2010 di Alcoholism: Clinical & Experimental Research.

Il Professor Peter T. Morgan della Yale University, autore dello studio afferma che “I problemi causati dall’alcolismo non si limitano ad un singolo individuo che soffre, i bambini sono particolarmente suscettibili al problema dell’alcolismo nei loro genitori. I figli di alcolisti hanno rischi molto superiori di sviluppare disordini di tipo psichiatrico.”

“L’amico del mio nemico è mio nemico”: uno studio sulle relazioni virtuali dimostra una teoria di ottanta anni fa.

Immagine di uno schema di Rete sociale
Un nuovo studio basato sull’analisi delle interazioni tra i giocatori in un universo virtuale ha, per la prima volta, fornito elementi di prova su larga scala a conferma di una teoria psicologica di ottanta anni fa, la teoria dell’equilibrio di Fritz Heider.

La ricerca, pubblicata negli Atti della National Academy of Sciences, e condotta presso l'Imperial College di Londra, l'Università di Medicina di Vienna e il Santa Fe Institute, analizza i rapporti tra 300.000 giocatori di un gioco online chiamato Pardus.

Problemi di comportamento a scuola legati a due specifici modelli disfunzionali di relazioni familiari.

Disegno di una famiglia felice.
Contrariamente a quanto afferma la famosa osservazione di Tolstoj: “Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo” tratta da Anna Karenina, un nuovo studio di psicologia afferma che le famiglie infelici possono essere raggruppate in due categorie in base allo stile relazionale dei genitori. E questi due modelli disfunzionali di relazioni familiari possono portare ad una serie di difficoltà specifiche per i bambini durante i loro primi anni di scuola.

L’energia del cervello si ricarica durante il sonno.

Sonno e ATP
Tutti sappiamo che una buona notte di riposo ha evidenti effetti rigenerativi, ma le prove dei reali processi biologici che si verificano durante il sonno non sono mai state trovate.

Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience il 30 Giugno 2010 nelle fasi iniziali del sonno, i livelli di energia (ATP) aumentano drasticamente nelle regioni del cervello che sono state attive durante la veglia. Questi risultati suggeriscono che un impulso di energia cellulare nel cervello, misurata in base alla quantità di ATP (adenosina trifosfato, la valuta energetica delle cellule), può alimentare i processi necessari per il funzionamento normale durante la veglia.

Smettere di fumare: meglio l’approccio psicologico.

Smettere di fumare
Secondo una nuova ricerca l'intensità del desiderio di fumare le sigarette ha più a che fare con l’aspetto psicologico che non con gli effetti della nicotina come sostanza chimica capace di causare dipendenza.

Come molti fumatori avranno già scoperto i cerotti alla nicotina e le gomme sono comuni, ma spesso inefficaci, metodi per combattere la voglia di fumare. Ora un nuovo studio dell’università di Tel Aviv, dimostra perché sono poco utili, e fornisce le basi per un programma di interruzione della dipendenza più efficace, basato su un approccio psicologico.

Nel nuovo studio pubblicato sul Journal of Abnormal Psychology, il Dottor Reuven Dar del dipartimento di psicologia dell’università di Tel Aviv  ha trovato che l'intensità del desiderio per le sigarette ha più a che fare con l'elemento psicologico del fumo che non con gli effetti fisiologici della nicotina, sostanza chimica capace di creare dipendenza.

Chi è destinato a diventare un bullo, e chi una vittima? Una nuova ricerca dimostra che una scarsa capacità di problem-solving è comune ad entrambi.

Bullismo
Una nuova ricerca pubblicata dall’ American Psychological Association afferma che i bambini e gli adolescenti che hanno scarse capacità di problem-solving (risoluzione dei problemi) sociale sono più a rischio di diventare bulli o vittime rispetto a quelli che non sono carenti di queste competenze.
Tra quanti hanno scarse competenze sociali, quelli che hanno anche problemi scolastici tenderanno a diventare bulli e non vittime.

L’autore della ricerca, Clayton R. Cook, della Louisiana State University afferma che “Questa è la prima volta che vengono monitorati i fattori individuali e ambientali al fine di prevedere la probabilità che un individuo possa diventare un bullo o una vittima”.

Collegamento tra l’attività cerebrale e sintomi della malattia di Parkinson: Identificata una nuova strategia per il trattamento dei disturbi del movimento.

Immagine substantia nigra
Gli scienziati del Gladstone Institute Of Neurological Disease (GIND) e della Stanford University hanno scoperto i circuiti chiave del cervello implicati nel controllo dei movimenti.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, non solo analizza la funzione di questi circuiti, ma offre la speranza di nuove tecniche per il trattamento di alcuni disturbi del movimento, come ad esempio quelli correlati con la malattia di Parkinson.

Video giochi e TV aumentano il rischio di sviluppare un disturbo dell’attenzione.

Foto bambina che gioca
Uno studio dimostra che guardare la TV e giocare con i video games contribuisce ad aumentare i problemi di attenzione nei bambini.

I genitori che vogliono che i loro figli siano capaci di mantenere un maggiore livello di attenzione, sia a casa sia a scuola, dovrebbero provare a limitare il tempo che i bambini passano davanti alla televisione o giocando con i video giochi. Questo perché uno studio condotto da tre psicologi della Iowa State University conferma l’ipotesi che, sia un abuso di televisione, sia un uso eccessivo di video giochi sarebbe associato con l’aumento dei disturbi dell’attenzione nei giovani.

L'effetto farfalla rende il cervello intrinsecamente inaffidabile.

Effetto domino
La prossima volta che il vostro cervello vi giocherà un brutto scherzo, avrete una buona scusa: infatti secondo una nuova ricerca pubblicata il 30 giugno dagli scienziati dell’ UCL sulla rivista Nature, il cervello è intrinsecamente inaffidabile.

I neuroscenziati si sono chiesti per anni come sia possibile che il nostro cervello, il dispositivo di elaborazione dei dati più potente che conosciamo, sia in grado di svolgere così bene tutti i suoi compiti anche se le connessioni dei suoi “circuiti” sembrano essere estremamente flessibili.