Comprendere e gestire la paura di perdere il controllo

La paura di perdere il controllo è  transdiagnostica, il che significa che è stata osservata in pazienti che soffrono di molteplici disturbi quali, ad esempio, il disturbo d'ansia sociale, il disturbo ossessivo compulsivo e il disturbo di panico.

Sebbene il pensiero di perdere il controllo possa venire in mente a tutti, è improbabile che il semplice verificarsi di un pensiero relativo alla perdita di controllo sia problematico a meno che l'individuo non gli attribuisca un significato rilevante.

Per alcuni individui mantenere il controllo sarà un bisogno primario (cioè, la paura principale sarà identificabile nella perdita di controllo stessa), mentre per altri mantenere il controllo potrebbe essere secondario (cioè, i timori di perdere il controllo saranno rilevanti perché potrebbero riflettere una preoccupazione più grave come, ad esempio, la paura di essere una persona cattiva, indegna o pericolosa). 

Ma è davvero possibile perdere il controllo della propria mente, delle emozioni o del comportamento?

Escludendo l'ebbrezza estrema e/o gli stati psicotici acuti le persone non perdono il controllo. Le persone possono riferire di aver perso il controllo e possono anche sostenere l'idea di aver perso il controllo con forte convinzione, ma ad un’analisi più attenta, il risultato più probabile sembra essere che in quei momenti, le persone non hanno perso il controllo, ma hanno preso decisioni di cui in seguito si sono pentite (perché gravide di conseguenze) o hanno sperimentato difficoltà che li hanno resi incapaci di reagire nel modo più appropriato. 

Se interrotta durante un episodio in cui una persona è sul punto di assumere comportamenti che in seguito potrebbe considerare fuori controllo (per esempio in uno sfogo di rabbia, o durante un’abbuffata di cibo), è molto probabile che si astenga dal fare la scelta sbagliata. 

In quest’ottica la nostra capacità di controllo oscilla su un continuum tra l’avere sempre tutto sotto controllo e il non avere nessun controllo. Nessuno di questi due stati è mai realmente possibile, anche se a volte ci sembra che lo sia. 

Il controllo come strategia di regolazione delle emozioni

Gli sforzi per esercitare il controllo sui propri pensieri, sentimenti, comportamento o sensazioni fisiologiche sono stati spesso interpretati come sottili strategie di evitamento. 

Qualcuno che si trova in uno stato particolarmente ansioso può impegnarsi in un comportamento di controllo che, nell’immediato, può risultare utile per neutralizzare l’ansia.

Ipotesi e domande

Non tutti hanno paura di perdere il controllo, ma la maggior parte di coloro che sperimentano la paura della perdita del controllo la vivono in almeno uno dei seguenti domini: sulle loro emozioni, sui loro pensieri, sul loro comportamento, sulle loro sensazioni e funzioni fisiologiche/corporee.

Per alcuni individui, la preoccupazione maggiore sarà la perdita del controllo stesso, mentre per altri sarà che una volta perso il controllo potranno verificarsi cose di cui temono le conseguenze.

I domini specifici delle preoccupazioni e delle paure relative alla perdita di controllo variano in base al disturbo, per esempio le paure di perdere il controllo sulle sensazioni fisiche saranno prevalenti nel disturbo di panico; le paure di perdere il controllo sui propri pensieri sarà prevalente nel Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Strategie non efficaci per gestire la paura di perdere il controllo

Gli sforzi per controllare le paure sono spesso controproducenti, cioè, i tentativi delle persone di esercitare il controllo sui propri pensieri, sentimenti, ecc. probabilmente aggraveranno i sintomi e/o altri aspetti dei loro problemi psicologici.

Tuttavia, la natura controproducente degli sforzi di controllo potrebbe non essere osservabile a breve termine, proprio perché nel breve termine questa potrebbe essere una efficace strategia di evitamento dai sentimenti ansiosi.

Strategie efficaci per gestire la paura di perdere il controllo

Di solito, ad esclusione di stati psicotici o di intossicazioni da sostanze psicotrope, non si verificano mai effettive perdite di controllo. Per molti individui, il semplice ricordare questo fatto può essere sufficiente a ridurre la paura.

Se è chiaro che gli individui non perdono il controllo, la psicoeducazione sarà senza dubbio utile per alleviare i timori ingiustificati e di conseguenza anche i sintomi.

Proprio come i terapeuti lavorano per ridurre il significato personale dei pensieri intrusivi nel DOC, sarà probabilmente utile ridurre il significato attribuito alla paura di perdere il controllo. 

Inoltre possono essere utili anche esercizi di esposizione basati sulla sola immaginazione (invitare il soggetto ad esporsi/abituarsi a possibili situazioni di minor controllo invitandolo ad immaginare cosa potrebbe accadere).

Una delle strade più promettenti per alleviare i timori di perdere il controllo è l'uso di esperimenti comportamentali. È probabile che esercizi esperienziali come il chiedere ai clienti/pazienti di sforzarsi il più possibile di perdere il controllo, faccia emergere la sostanziale difficoltà di perdere il controllo anche se scelto come atto volontario. 

Inoltre, esperimenti comportamentali di "contrasto" in cui ai clienti/pazienti viene chiesto di controllare qualcosa di più o di meno, quando sono calmi o quando sono ansiosi, possono aiutare le persone a comprendere l'utilità delle strategie di controllo (anche di quelle che si attivano involontariamente) per la gestione degli stati emotivi sgradevoli come l’ansia.

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