Nuove Ricerche sul "Lavoro Emotivo": Quanto Costa Sorridere a Comando?

Un recente studio rivela il legame tra il "lavoro emotivo", ovvero la necessità di gestire le proprie emozioni sul posto di lavoro, e problemi di salute mentale come il burnout. La ricerca si concentra in particolare sui venditori, una categoria professionale particolarmente esposta a questo rischio, e offre spunti per migliorare il benessere dei lavoratori e la produttività aziendale.

  1. Cos'è il lavoro emotivo?: È la gestione delle emozioni per soddisfare le aspettative del lavoro, come ad esempio mostrarsi sempre gentili e disponibili con i clienti, anche quando si è stressati o tristi.
  2. Conseguenze del lavoro emotivo: Può portare a esaurimento emotivo, insoddisfazione lavorativa e, nei casi più gravi, a veri e propri problemi di salute mentale.
  3. Chi è più a rischio?: I venditori, per la natura del loro lavoro, sono particolarmente esposti al lavoro emotivo e alle sue conseguenze negative.
  4. Cosa possono fare le aziende?: Creare un ambiente di lavoro supportivo, promuovere l'autenticità, offrire formazione sulla gestione delle emozioni e favorire la comunicazione tra dipendenti e dirigenti.
  5. L'importanza dell'allineamento: Scegliere un lavoro in linea con i propri valori e la propria personalità può ridurre la necessità di "fingere" e, di conseguenza, lo stress emotivo.

 

Il Lavoro Emotivo: un Concetto Chiave

Il "lavoro emotivo", un termine coniato dalla sociologa Arlie Hochschild negli anni '80, si riferisce alla necessità di regolare le proprie emozioni per soddisfare le richieste professionali. Immaginate un commesso che deve sorridere e mostrarsi disponibile anche quando è di cattivo umore, o un infermiere che deve mostrarsi empatico anche di fronte a situazioni stressanti. Questo sforzo di gestire le emozioni, se protratto nel tempo, può avere un impatto significativo sulla salute mentale.

Una recente ricerca condotta da Kash Afshar, dell'Università del Mississippi, e Omar Itani, della Lebanese American University, ha approfondito questo tema, concentrandosi in particolare sul settore delle vendite. I risultati, pubblicati sulla rivista *Industrial Marketing Management*, evidenziano come la necessità di "curare" la propria immagine professionale, ovvero di presentarsi in un certo modo ai clienti, possa influire negativamente sul benessere psicologico dei lavoratori.

Vendere Sorrisi: un Lavoro ad Alto Rischio

Il lavoro del venditore è spesso caratterizzato da pressioni, scadenze e, soprattutto, dalla necessità di interagire costantemente con i clienti. Questo implica la capacità di gestire le proprie emozioni, mostrando sempre un atteggiamento positivo e disponibile, anche quando si affrontano situazioni difficili o clienti sgarbati. Come ha sottolineato Itani, "gestire le emozioni per soddisfare le esigenze lavorative può portare a esaurimento, insoddisfazione e reazioni negative da parte dei clienti".

Secondo un rapporto del 2024 sulla salute mentale nel settore delle vendite ("State of Mental Health in Sales"), oltre il 70% dei venditori ha dichiarato di aver avuto problemi di salute mentale. Questo dato conferma l'importanza di affrontare il problema del lavoro emotivo in questo settore.

Le Cause del Burnout: Lavoro Emotivo e Ingiustizia del Cliente

I ricercatori hanno identificato due fattori principali che contribuiscono al burnout e ai problemi di salute mentale nei venditori: il lavoro emotivo e l'"ingiustizia del cliente", ovvero il comportamento scorretto o irrispettoso da parte dei clienti. Come ha spiegato Afshar, "abbiamo risorse limitate, sia cognitive che emotive. La regolazione emotiva richiede molte risorse, il che porta a insoddisfazione lavorativa e burnout emotivo".

L'articolo originale pubblicato su *Industrial Marketing Management* (DOI: 10.1016/j.indmarman.2024.11.014) sottolinea come il costrutto di "Perceived Customer Incivility Severity" (PCIS), ovvero la percezione della gravità della maleducazione del cliente, giochi un ruolo cruciale nell'aumentare il carico di lavoro emotivo.

Soluzioni Possibili: Mindfulness e Autenticità

Non esiste una soluzione unica per affrontare il problema del lavoro emotivo, ma i ricercatori suggeriscono alcune strategie che possono essere utili. Afshar, ad esempio, sta studiando i benefici della mindfulness, una pratica che consiste nel "prendere le distanze dalla situazione senza giudicare i propri sentimenti".

Anche i manager possono fare la loro parte, creando un ambiente di lavoro supportivo, offrendo risorse per la salute mentale, promuovendo l'autonomia dei dipendenti e organizzando incontri regolari per monitorare il loro benessere. Itani ha sottolineato l'importanza di "incoraggiare i dipendenti a essere autentici, poiché le interazioni genuine favoriscono migliori relazioni con i clienti e contribuiscono al successo a lungo termine dell'organizzazione".

Inoltre, l'articolo originale evidenzia l'importanza di un management che offra supporto sociale. Questo può avvenire attraverso la comunicazione e l'attenzione a segnali di disagio lavorativo. La proattività del management nel percepire questi segnali è un passo importante verso l'implementazione di interventi tempestivi ed efficaci

Comunicazione e Allineamento: le Chiavi per il Benessere

Una comunicazione aperta tra dipendenti e dirigenti è fondamentale per creare un ambiente di lavoro in cui i lavoratori si sentano a proprio agio nel condividere problemi e preoccupazioni. Come ha affermato Afshar, "quando i dipendenti possono comunicare i loro problemi, non li affrontano da soli. Quando si sentono al sicuro a parlare con i loro manager e colleghi, questo tende ad alleviare parte del peso".

Infine, Afshar suggerisce di cercare un lavoro in cui ci sia un allineamento tra i propri valori e quelli dell'organizzazione. "Ci sono due entità in gioco: il tuo sé individuale e il tuo sé organizzativo", ha spiegato. "Il modo migliore per andare avanti è quando queste due diverse identità sono allineate".

 

Fonte

Data di pubblicazione: 12/03/2025