Muoviti di più, siediti di meno: la ricetta per un cervello sano

Un nuovo studio rivela che praticare attività fisica da moderata a intensa può ridurre significativamente il rischio di sviluppare demenza, ictus, ansia, depressione e disturbi del sonno. Al contrario, passare troppo tempo seduti aumenta la probabilità di ammalarsi. Scopri come piccoli cambiamenti nello stile di vita possono fare una grande differenza per la salute del tuo cervello. Lo studio sarà presentato al 77° meeting annuale dell'American Academy of Neurology.

  1. Attività fisica e salute: L'attività fisica, specialmente quella da moderata a intensa, è un fattore chiave per proteggere il cervello e ridurre il rischio di malattie.
  2. Sedentarietà: Passare troppo tempo seduti aumenta il rischio di sviluppare diverse malattie, tra cui demenza, ictus e disturbi del sonno.
  3. MET: L'energia spesa durante l'attività fisica si misura in MET (equivalenti metabolici). Camminare equivale a circa 3 MET, mentre un'attività più intensa come la bicicletta può arrivare a 6 MET.
  4. Studio su larga scala: La ricerca ha coinvolto oltre 73.000 persone, monitorate con dispositivi che misurano l'attività fisica in modo oggettivo.
  5. Risultati promettenti: I risultati suggeriscono che incoraggiare le persone a muoversi di più e a sedersi di meno potrebbe ridurre significativamente il peso di queste malattie sulla società.

 

L'importanza dell'attività fisica per la salute del cervello

Mantenersi attivi è fondamentale per la salute del nostro corpo, ma forse non tutti sanno che i benefici si estendono anche al cervello. Un recente studio, che sarà presentato al 77° meeting annuale dell'American Academy of Neurology (AAN) che si terrà a San Diego dal 5 al 9 Aprile 2025, ha evidenziato un legame significativo tra l'attività fisica e la riduzione del rischio di sviluppare malattie come demenza, ictus, ansia, depressione e disturbi del sonno.

La ricerca, condotta da Jia-Yi Wu dell'Università Fudan di Shanghai, ha coinvolto un vasto campione di 73.411 persone nel Regno Unito, con un'età media di 56 anni. I partecipanti sono stati dotati di accelerometri, dispositivi in grado di misurare in modo oggettivo l'attività fisica svolta, l'energia consumata e il tempo trascorso seduti ogni giorno, per un periodo di sette giorni consecutivi.

Cos'è il MET e perché è importante?

Per quantificare l'energia spesa durante l'attività fisica, i ricercatori hanno utilizzato i "MET", ovvero gli equivalenti metabolici. Un MET rappresenta la quantità di energia utilizzata dal corpo a riposo. Attività come camminare o fare le pulizie di casa corrispondono a circa 3 MET, mentre esercizi più intensi, come andare in bicicletta, possono raggiungere i 6 MET, a seconda della velocità e dell'intensità.

Lo studio ha definito come "attività fisica da moderata a intensa" tutte quelle attività con un dispendio energetico di almeno 3 MET. I risultati hanno dimostrato che le persone che rientravano in questa categoria avevano una probabilità inferiore del 14-40% di sviluppare le cinque malattie considerate, rispetto a coloro che avevano un dispendio energetico inferiore.

I numeri parlano chiaro: muoversi fa bene, stare seduti no

I ricercatori hanno confrontato il dispendio energetico medio giornaliero delle persone che non avevano sviluppato alcuna delle malattie considerate con quello delle persone che, invece, ne avevano sviluppata una. È emerso che i primi avevano un dispendio energetico medio di 1,22 kilojoule per chilogrammo di peso corporeo, mentre i secondi avevano valori inferiori: 0,85 per la demenza, 0,95 per i disturbi del sonno, 1,02 per l'ictus, 1,08 per la depressione e 1,10 per l'ansia.

Al contrario, è stato osservato che più tempo le persone trascorrevano sedute, maggiore era il loro rischio di sviluppare una delle malattie, con un aumento che variava dal 5% al 54% rispetto a coloro che passavano meno tempo seduti.

È importante notare, per inquadrare meglio i risultati, che la demenza è una sindrome, non una singola malattia, quindi il termine comprende una ampia gamma di condizioni. La malattia di Alzheimer, per citare la più nota, è solo una di queste, e di certo non l'unica.

Un messaggio di speranza per il futuro

Questi risultati, ottenuti grazie all'utilizzo di dispositivi di misurazione oggettivi e a un campione molto ampio di partecipanti, sono particolarmente significativi. Come ha sottolineato la dottoressa Wu, "incoraggiare le persone a fare questi cambiamenti nello stile di vita potrebbe potenzialmente ridurre il peso di queste malattie in futuro".

È importante sottolineare che il 96% dei partecipanti allo studio erano persone bianche, quindi i risultati potrebbero non essere generalizzabili ad altri gruppi etnici. Tuttavia, lo studio rappresenta un importante passo avanti nella comprensione dei fattori di rischio modificabili per queste malattie e apre la strada a interventi di prevenzione mirati.

Il ruolo dell'American Academy of Neurology

L'American Academy of Neurology, che ospiterà la presentazione di questo studio, è la più grande associazione mondiale di neurologi e professionisti delle neuroscienze, con oltre 40.000 membri. La sua missione è promuovere la cura dei pazienti affetti da patologie neurologiche e sostenere la ricerca in questo campo. La presentazione di questo studio al congresso annuale dell'AAN sottolinea l'importanza di questa ricerca e la sua rilevanza per la comunità scientifica e per il pubblico in generale.

In conclusione, questo studio ci ricorda che prendersi cura del proprio corpo attraverso l'attività fisica regolare e la riduzione della sedentarietà è un investimento prezioso per la salute del nostro cervello e per il nostro benessere generale.

 

Fonte

Data di pubblicazione: 27/02/2025