
La depressione può influire sulle memorie emotive alterando il circuito amigdala-ippocampo
Un team di neuroscienziati della Columbia Engineering ha identificato un meccanismo neurale nel cervello umano che migliora la memoria degli eventi emotivi. Le onde cerebrali ad alta frequenza nell'amigdala e nell'ippocampo sono cruciali per questo processo, e le disfunzioni del meccanismo cerebrale dell'emotività e della memoria possono causare disturbi come depressione e PTSD.

- I neuroscienziati hanno identificato un meccanismo neurale nel cervello umano che migliora la memoria degli eventi emotivi.
- Le onde cerebrali ad alta frequenza nell'amigdala e nell'ippocampo sono cruciali per questo processo.
- Disfunzioni del meccanismo cerebrale dell'emotività e della memoria possono causare disturbi come depressione e PTSD.
- La ricerca sui meccanismi neurali della memoria emotiva è difficile da condurre su animali.
Un team di neuroscienziati della Columbia Engineering ha scoperto il meccanismo neurale nel cervello umano che migliora la memoria degli eventi emotivi. La ricerca, pubblicata su Nature Human Behaviour, ha dimostrato che le onde cerebrali ad alta frequenza nell'amigdala e nell'ippocampo sono fondamentali per potenziare la memoria degli stimoli emotivi. Questo meccanismo è compromesso in caso di stimolazione elettrica del cervello o depressione, con conseguente perdita di memoria specifica degli eventi emotivi.
L'aumento dei disturbi della memoria, come la demenza, sta diventando sempre più evidente e sta causando effetti negativi sulla società e sugli individui. Inoltre, disturbi come la depressione, l'ansia e il PTSD possono influire negativamente sul processo di memorizzazione, e la recente pandemia di COVID-19 ha ulteriormente aumentato la loro diffusione.
Comprendere come il cervello regola naturalmente ciò che viene prioritizzato nella memoria potrebbe fornire importanti spunti per sviluppare nuovi approcci terapeutici per rafforzare la memoria nelle persone a rischio di perdita di memoria o per normalizzare i processi di memorizzazione in quelle a rischio di disfunzione.
La ricerca ha dimostrato che la memoria degli stimoli emotivi è potenziata grazie all'alta frequenza delle onde cerebrali nell'amigdala e nell'ippocampo. I ricercatori hanno analizzato i dati di pazienti affetti da epilessia sottoposti a registrazione cerebrale diretta per la localizzazione e il trattamento delle crisi epilettiche. Durante questi test, i pazienti memorizzavano liste di parole mentre gli elettrodi posizionati nell'ippocampo e nell'amigdala registravano l'attività cerebrale.
I ricercatori hanno scoperto che i pazienti ricordavano meglio le parole emotive rispetto a quelle neutre e che l'attività cerebrale ad alta frequenza diventava più prevalente nel circuito amigdala-ippocampo quando i pazienti ricordavano con successo parole emotive.
Quando i pazienti ricordavano parole neutre o non riuscivano a ricordare una parola, questo schema non era presente. I ricercatori hanno analizzato questo modello in un ampio campione di 147 pazienti e hanno riscontrato un chiaro legame tra il potenziamento della memoria degli stimoli emotivi e la prevalenza di onde cerebrali ad alta frequenza nel circuito amigdala-ippocampo.
Per dimostrare che questo meccanismo ad alta frequenza rifletteva un meccanismo causale, i ricercatori hanno utilizzato un approccio unico per replicare le interruzioni sperimentali tipiche della ricerca animale. Hanno analizzato un sottogruppo di pazienti che avevano eseguito il test di memoria mentre veniva applicata la stimolazione elettrica diretta all'ippocampo per metà delle parole da memorizzare. Hanno scoperto che la stimolazione elettrica danneggiava in modo chiaro e costante la memoria specifica degli stimoli emotivi.
I ricercatori hanno anche ipotizzato che la depressione, che può influire sulla memoria emotiva, potesse agire in modo simile alla stimolazione cerebrale. Hanno analizzato la memoria emotiva dei pazienti in parallelo con le valutazioni dell'umore dei pazienti per caratterizzare il loro stato psichiatrico. In effetti, nel sottogruppo di pazienti con depressione, il team ha osservato una diminuzione concomitante della memoria mediata dall'emozione e dell'attività cerebrale ad alta frequenza nell'ippocampo e nell'amigdala.
La ricerca sui meccanismi neurali della memoria emotiva è difficile da condurre su animali, poiché richiede l'accesso diretto al cervello per registrare l'attività cerebrale e condurre esperimenti che dimostrino la causalità. Pertanto, la ricerca sui pazienti affetti da epilessia ha fornito un'opportunità unica per studiare direttamente questo processo nel cervello umano.
La memoria emotiva è un aspetto critico dell'esperienza umana che influenza le decisioni e la personalità. Qualsiasi passo che possa essere fatto per mitigarne la perdita nei disturbi della memoria è estremamente importante.




