Guida sicura? Sensori intelligenti svelano i primi segnali di demenza negli anziani

Arrivare a una diagnosi precoce di disturbi cognitivi è fondamentale per la sicurezza stradale, soprattutto per le persone anziane. Studiare nuove tecniche per identificare i primi segnali di demenza negli over 65 al volante è un obiettivo sempre più importante. Un team di ricercatori americani ha sviluppato un sistema di sensori intelligenti da installare all'interno delle automobili. Questo dispositivo potrebbe aiutare a monitorare le capacità cognitive degli anziani al volante e prevenire potenziali incidenti stradali. 

  1. Elevato rischio di incidenti: Molti anziani con lievi disturbi cognitivi continuano a guidare, aumentando il rischio di incidenti stradali.
  2. Diagnosi precoce fondamentale: Individuare tempestivamente i problemi cognitivi è cruciale per la sicurezza stradale.
  3. Sensori intelligenti in auto: I ricercatori stanno testando un sistema di sensori da installare in auto per monitorare le capacità cognitive degli anziani al volante.
  4. Analisi del comportamento di guida: Il sistema monitora parametri come frenate brusche, manovre evasive e rispetto della segnaletica stradale per rilevare potenziali problemi cognitivi.
  5. Screening preventivo più semplice ed economico: Questo tipo di tecnologia potrebbe facilitare screening cognitivi più accessibili e meno costosi per un maggior numero di persone anziane.

Guida sicura per gli over 65: sensori intelligenti in auto per individuare i primi segnali di demenza

Negli Stati Uniti si stima che siano attualmente al volante tra i 4 e gli 8 milioni di anziani con lievi disturbi cognitivi, e un terzo di loro svilupperà la demenza entro cinque anni. Purtroppo, chi soffre di demenza progressiva spesso non si rende conto del proprio declino cognitivo, continuando a guidare e mettendo a rischio la propria sicurezza e quella degli altri.

Diagnosticare tempestivamente i disturbi cognitivi è fondamentale per la sicurezza stradale. I tradizionali metodi di screening e valutazione alla guida, però, riescono a testare solo una piccola parte degli anziani a rischio, lasciando scoperta una fascia di popolazione che avrebbe bisogno di un supporto specifico.

Un gruppo di ricercatori della Florida Atlantic University ha sviluppato e sta testando un innovativo sistema di sensori intelligenti da installare all'interno delle automobili. Questa tecnologia, poco invasiva e di facile utilizzo, potrebbe rappresentare un importante passo avanti nell'individuazione precoce di problemi cognitivi negli anziani al volante e nella prevenzione degli incidenti stradali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica BMC Geriatrics, mira a valutare l'efficacia di questo sistema nel rilevare comportamenti di guida anomali che possono essere indicativi di un declino cognitivo. A differenza di studi precedenti, questa ricerca si concentra sull'utilizzo di sensori e dispositivi di monitoraggio continui e non invasivi, in grado di analizzare le variazioni, anche sottili, delle prestazioni di guida nel corso del tempo durante le attività quotidiane.

Studi post mortem su vittime di incidenti stradali anziani hanno evidenziato la presenza di neuropatologie tipiche dell'Alzheimer, anche in persone che non sapevano di essere affette da questa malattia e non presentavano alcun sintomo evidente. Identificare precocemente e in modo efficiente la disfunzione cognitiva è fondamentale. I sistemi di sensori installati a bordo delle vetture degli anziani potrebbero rilevare questi cambiamenti e generare dei primi allarmi sulla salute cognitiva degli automobilisti.

Lo studio prevede un design longitudinale naturalistico, che consente di ottenere informazioni continue sul comportamento di guida degli anziani partecipanti alla ricerca. Questi dati vengono poi confrontati con i risultati di test cognitivi approfonditi condotti ogni tre mesi per un periodo di tre anni. Nello specifico, vengono installate all'interno dell'auto una telecamera rivolta verso il conducente, una telecamera anteriore e un dispositivo telematico. I dati raccolti da questi sensori vengono scaricati ogni tre mesi, in concomitanza con la somministrazione dei test cognitivi.

I ricercatori si stanno concentrando su diversi parametri di guida anomala, tra cui:

  • Difficoltà di orientamento stradale e mancato rispetto della segnaletica
  • Situazioni di quasi incidente
  • Distrazione e sonnolenza al volante
  • Tempi di reazione e modalità di frenata
  • Modelli di viaggio come frequenza degli spostamenti, chilometri percorsi, guida in autostrada, guida notturna e guida in condizioni meteo avverse

Il sistema di sensori sviluppato dai ricercatori della FAU si basa su componenti hardware e software open source, riducendo così tempi, rischi e costi associati allo sviluppo di dispositivi di rilevamento per veicoli. Questi sensori sono stati progettati per essere semplici, compatti e poco invasivi per la privacy degli utenti. Il sistema è costituito da due unità di rilevamento: una dedicata ai dati telematici e l'altra ai dati video.

L'unità di misura inerziale registra informazioni su frenate brusche, accelerazioni improvvise, curve strette e dati GPS come coordinate geografiche, altitudine, rotta e numero di satelliti collegati.

L'unità video è dotata di intelligenza artificiale integrata che analizza le immagini in tempo reale. La telecamera rivolta verso il conducente è posizionata nell'angolo sinistro del parabrezza e registra i suoi comportamenti e le espressioni facciali. La telecamera anteriore, invece, è posizionata sotto lo specchietto retrovisore e filma ciò che accade all'esterno del veicolo.

A partire dalle immagini registrate dalla telecamera rivolta verso il conducente, il sistema è in grado di rilevare: presenza del volto, apertura o chiusura degli occhi, sbadigli, distrazione, fumo alla guida e uso del cellulare. Inoltre, analizzando le immagini provenienti dalla telecamera anteriore, il sistema può rilevare comportamenti come il mancato rispetto della segnaletica stradale.

I ricercatori sottolineano come questi indici del comportamento di guida, correlati ai modelli di viaggio, siano indicatori noti di cambiamenti nelle funzioni cognitive e fisiche degli anziani al volante. Spesso, infatti, gli automobilisti più anziani mettono in atto strategie di guida compensatorie per sopperire alle loro difficoltà cognitive.

Lo studio coinvolgerà un totale di 460 partecipanti. I partecipanti saranno suddivisi in tre gruppi diagnostici: lieve declino cognitivo, demenza iniziale e normodotati (senza deficit cognitivi). 

I risultati di questa ricerca potrebbero avere un impatto significativo sulla sicurezza stradale e sulla salute pubblica, aprendo la strada a un futuro screening preventivo più semplice ed economico per un numero maggiore di persone anziane al volante.

 

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