
Dislessia: Serve una Nuova Definizione
La dislessia è un disturbo dell'apprendimento che colpisce la lettura e la scrittura. Una recente ricerca, condotta da importanti università, propone una nuova definizione di dislessia, più precisa e inclusiva. L'obiettivo è superare le attuali difficoltà nella diagnosi e garantire un supporto adeguato a chi ne soffre, eliminando le disparità territoriali e le diagnosi incerte o tardive.

- Definizione attuale obsoleta: La definizione di dislessia del 2009 non è più adeguata e crea confusione.
- Nuova definizione proposta: La dislessia è un insieme di difficoltà di elaborazione che influenzano l'acquisizione della lettura e della scrittura, con un focus sulle difficoltà di elaborazione fonologica.
- Cause e fattori: La dislessia ha cause genetiche e ambientali, e può coesistere con altri disturbi dello sviluppo.
- Valutazione standardizzata: È necessario un percorso di valutazione standardizzato a livello nazionale, in quattro fasi.
- Obiettivo: Migliorare il supporto e l'identificazione precoce della dislessia per garantire pari opportunità.
Cos'è la Dislessia? Una Panoramica
La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) che rende difficoltoso imparare a leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Immaginate di leggere un testo in cui le lettere sembrano "ballare" o confondersi, oppure di avere difficoltà a mettere insieme i suoni delle lettere per formare le parole. Questo è ciò che, in modo semplificato, può provare una persona dislessica.
La dislessia non è una malattia, ma una caratteristica neurobiologica. Il cervello delle persone dislessiche funziona in modo diverso, elaborando le informazioni in maniera differente. Questo non significa che siano meno intelligenti, anzi, spesso hanno un'intelligenza nella norma o superiore, ma hanno bisogno di strategie e strumenti specifici per apprendere.
Perché è Necessaria una Nuova Definizione?
La dislessia è stata oggetto di studio per molti anni, e le definizioni sono cambiate nel tempo. Attualmente, la definizione più utilizzata nel Regno Unito è quella del "Rose Review" del 2009. Tuttavia, questa definizione è stata criticata perché troppo focalizzata sui bambini di lingua inglese e perché non tiene conto di tutti gli aspetti della dislessia. La ricerca, pubblicata sul Journal of Child Psychology and Psychiatry, sottolinea come la mancanza di una definizione chiara e condivisa a livello internazionale crei problemi. Senza criteri diagnostici uniformi, la diagnosi di dislessia può variare molto a seconda del luogo in cui ci si trova, una sorta di "lotteria" che dipende dal codice postale. Questo significa che alcuni bambini potrebbero non ricevere la diagnosi corretta o il supporto di cui hanno bisogno.
La Nuova Proposta: Chiarezza e Inclusività
La ricerca, condotta da un team di esperti provenienti da diverse università (University of Birmingham, SpLD Assessment Standards Committee (SASC), Kings College London e University of Oxford), ha coinvolto 58 specialisti internazionali, tra cui accademici, insegnanti, psicologi e persone con dislessia. L'obiettivo era raggiungere un consenso su una nuova definizione che fosse più precisa, inclusiva e basata sulle evidenze scientifiche.
Dopo un'attenta analisi, gli esperti hanno concordato su 42 affermazioni chiave che coprono diversi aspetti della dislessia. Queste affermazioni sono state poi utilizzate per formulare la nuova definizione, che in sintesi afferma:
- La dislessia è un insieme di difficoltà di elaborazione che influenzano l'acquisizione della lettura e della scrittura.
- Queste difficoltà sono evidenti in relazione all'età, all'istruzione ricevuta e alle altre capacità della persona.
- Le difficoltà nella fluenza della lettura e nella scrittura sono un segnale chiave della dislessia.
- La dislessia si manifesta in modi e con gravità diverse.
- Le cause sono sia genetiche che ambientali.
- Può influenzare anche altre abilità, come la matematica o l'apprendimento di una lingua straniera.
- La difficoltà di elaborazione fonologica (cioè la capacità di manipolare i suoni del linguaggio) è un elemento centrale, ma non l'unico.
- Anche la memoria di lavoro, la velocità di elaborazione e le abilità ortografiche giocano un ruolo.
- Spesso la dislessia si presenta insieme ad altri disturbi dello sviluppo, come il disturbo del linguaggio, la discalculia, l'ADHD o il disturbo della coordinazione motoria.
Un Percorso di Valutazione Standardizzato
Oltre alla nuova definizione, la ricerca propone anche un percorso di valutazione standardizzato a livello nazionale, suddiviso in quattro fasi:
- Fase 1: Escludere altre possibili cause delle difficoltà di lettura, scrittura o ortografia.
- Fase 2: Raccogliere informazioni e intervenire tempestivamente con un supporto aggiuntivo.
- Fase 3: Osservare e valutare la risposta all'intervento.
- Fase 4: Se l'intervento non è efficace, inviare la persona a una valutazione completa da parte di uno specialista.
Un Passo Avanti per il Futuro
La professoressa Julia Carroll, che ha guidato lo studio, ha sottolineato l'importanza di questa nuova definizione e del percorso di valutazione standardizzato. "La dislessia è un disturbo complesso che può avere un impatto significativo sulla vita delle persone", ha affermato. "Senza un processo uniforme per identificare e supportare le persone con dislessia, stiamo deludendo molti dei nostri bambini e giovani. Se il governo è seriamente intenzionato a migliorare l'offerta per i bisogni educativi speciali (BES) nelle scuole, allora l'aggiornamento e la standardizzazione della definizione e della valutazione della dislessia dovrebbero essere una priorità".
Data di pubblicazione: 25/02/2024




