
Come l'attività fisica influenza positivamente il benessere mentale e viceversa
Un recente studio finlandese ha dimostrato che esiste un legame positivo tra il benessere mentale e l'attività fisica. Le persone che si sentono più positive tendono a fare più esercizio, e questo, a sua volta, migliora il loro umore. Un vero e proprio circolo virtuoso, che può essere fondamentale per mantenersi attivi, soprattutto in periodi difficili come durante le restrizioni dovute alla pandemia.

- Benessere mentale e attività fisica: Un legame a doppio senso, non solo l'esercizio fa bene alla mente, ma anche una buona salute mentale aiuta a mantenersi attivi.
- Lo studio finlandese: I ricercatori hanno studiato due gruppi di persone, uno tra i 60 e i 61 anni e l'altro tra i 72 e gli 88 anni, durante la pandemia.
- Effetti della pandemia: Chi si sentiva più positivo ha mantenuto o aumentato l'attività fisica, mentre chi si sentiva più depresso l'ha ridotta.
- Differenze di età: Il legame tra positività e attività fisica è più forte intorno ai 60 anni, mentre la depressione influisce di più sull'attività fisica dopo i 70 anni.
- Importanza del supporto psicologico: Aiutare le persone a sentirsi meglio mentalmente può incoraggiarle a fare più esercizio, anche in situazioni di emergenza.
Il circolo virtuoso tra mente e corpo: cosa dice la scienza
Da tempo sappiamo che fare attività fisica fa bene non solo al corpo, ma anche alla mente. L'esercizio fisico aiuta a ridurre lo stress, l'ansia e la depressione, e migliora l'umore e l'autostima. Ma un recente studio condotto in Finlandia, presso il Centro di Ricerca sulla Gerontologia e la Facoltà di Scienze dello Sport e della Salute dell'Università di Jyväskylä, ha aggiunto un tassello importante a questa conoscenza.
I ricercatori hanno scoperto che non è solo l'attività fisica a influenzare positivamente il benessere mentale, ma anche il contrario: le persone che hanno un atteggiamento mentale positivo, che si sentono più felici e soddisfatte, tendono a fare più esercizio fisico. E questo, a sua volta, contribuisce a migliorare ulteriormente il loro stato d'animo. Si crea così un vero e proprio circolo virtuoso, un "doppio legame" che può fare la differenza nella vita di tutti i giorni.
Lo studio finlandese: un'indagine durante la pandemia
Per capire meglio questo meccanismo, i ricercatori finlandesi hanno studiato due gruppi di persone: il primo composto da 162 uomini e donne tra i 60 e i 61 anni, e il secondo da 272 uomini e donne tra i 72 e gli 88 anni. I partecipanti sono stati coinvolti in due studi a lungo termine, chiamati JYLS (Jyväskylä Longitudinal Study of Personality and Social Development) e PASSWORD (Promoting Safe Walking Among Older Adults), e hanno risposto a dei questionari sull'attività fisica svolta durante il periodo delle restrizioni dovute alla pandemia di COVID-19, tra aprile 2020 e luglio 2021.
I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti quanto spesso si dedicassero ad attività fisica di intensità moderata o vigorosa, e se avessero mantenuto, aumentato o diminuito la loro attività fisica rispetto a prima della pandemia. Inoltre, hanno valutato il loro benessere mentale attraverso dei test che misuravano la presenza di emozioni positive (come gioia, entusiasmo, interesse) e negative (come tristezza, rabbia, paura), e la presenza di sintomi depressivi (come insonnia, perdita di appetito, difficoltà di concentrazione).
Ebbene, i risultati hanno mostrato che la maggior parte dei partecipanti, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, era riuscita a mantenere o addirittura a incrementare il proprio livello di attività fisica. Ma c'era una differenza importante: le persone che avevano riportato un maggiore livello di emozioni positive erano quelle che si erano mantenute più attive, e che avevano addirittura aumentato l'esercizio fisico durante le restrizioni.
L'età conta: l'importanza di un approccio personalizzato
Un altro aspetto interessante emerso dallo studio è che l'età gioca un ruolo importante in questo meccanismo. I ricercatori hanno notato che il legame tra emozioni positive e attività fisica era più forte nelle persone intorno ai 60 anni, rispetto a quelle più anziane. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, in Finlandia, le persone più anziane hanno subito restrizioni più severe durante la pandemia, il che potrebbe aver limitato le opportunità di fare esercizio e, di conseguenza, aver ridotto l'impatto positivo del benessere mentale sull'attività fisica.
Al contrario, i sintomi depressivi hanno mostrato un impatto maggiore sulla riduzione dell'attività fisica nelle persone sopra i 70 anni. Questo suggerisce che, con l'avanzare dell'età, la depressione può diventare un ostacolo più grande per mantenersi attivi, forse a causa di una maggiore fragilità fisica o di una minore rete sociale.
Un messaggio di speranza: l'importanza del supporto psicologico
I risultati di questo studio ci dicono che è importante sostenere il benessere mentale delle persone, per aiutarle a mantenere uno stile di vita attivo, soprattutto in situazioni di emergenza come quella che abbiamo vissuto durante la pandemia.
Ma non si tratta solo di prevenire la depressione: è altrettanto importante rafforzare gli aspetti positivi del benessere mentale, come la capacità di provare emozioni positive e di affrontare le sfide con ottimismo.
Oltre la pandemia: implicazioni per la salute pubblica
I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista scientifica *BMC Public Health*, non sono importanti solo per affrontare situazioni di emergenza come una pandemia. Essi ci ricordano che promuovere il benessere mentale è un investimento a lungo termine per la salute pubblica. Infatti, l'articolo originale specifica che intervenire sul benessere mentale può essere una strategia efficace per aumentare i livelli di attività fisica nella popolazione generale, con benefici significativi per la salute fisica e mentale a tutte le età.
Investire in programmi di promozione della salute mentale, che aiutino le persone a sviluppare strategie per gestire lo stress, coltivare emozioni positive e costruire relazioni sociali significative, può avere un impatto positivo non solo sul benessere individuale, ma anche sulla salute dell'intera comunità.
In conclusione, lo studio finlandese ci invita a considerare il benessere mentale e l'attività fisica come due facce della stessa medaglia, due elementi che si influenzano a vicenda e che possono contribuire a creare un circolo virtuoso di salute e felicità. Un messaggio importante, che ci ricorda che prendersi cura della propria mente è un passo fondamentale per prendersi cura del proprio corpo, e viceversa.
Data di pubblicazione: 24/01/2025




