
Chi riceve molto affetto quando è piccolo risulta più forte nell’affrontare i problemi della vita da adulto.

Una equipe di psicologi ha valutato, attraverso misurazioni obbiettive standardizzate, la qualità delle interazioni di ogni soggetto con la propria madre all’età di circa otto mesi. Alla fine di ogni sessione veniva redatto un resoconto del tipo di interazione madre figlio che permetteva una categorizzazione semplificata, come ad esempio “sicuro”, “negativo”, “stravagante”, ecc…
Successivamente, quando i soggetti hanno raggiunto l’età di circa 34 anni, sono stati sottoposti ad un ulteriore batteria di test per la valutazione della loro salute mentale. Sono stati misurati in questa occasione aspetti specifici come i livelli d’ansia, di aggressività e d’angoscia.
Nella valutazione fatta quando i soggetti avevano otto mesi circa il 10% (46 soggetti) è stato caratterizzato da un livello di “affetto materno” carente o scarso; l’85% (409 soggetti) da un livello di affetto normale e il 6% (27 soggetti) da un livello di affetto molto elevato.
Quando i dati delle due analisi sono stati comparati è emerso che chi da bambino aveva ricevuto le dosi maggiori di affetto, da adulto manifestava livelli minori di ansia, di ostilità e di angoscia.
Gli autori hanno dunque concluso che è empiricamente dimostrata la connessione tra livelli di affettività espressa dai genitori e senso di sicurezza percepito dal bambino durante la crescita. Questo ha ovviamente ripercussioni su eventuali sintomatologie ansiose / aggressive nella vita adulta.
Alti livelli di affetto materno sono in grado di agevolare quelle che viene definito “schema di attaccamento sicuro”, il che si traduce non solo con bassi livelli di ansia e di angoscia, ma anche con maggiori capacità sociali e relazionali.
Fonte: BMJ-British Medical Journal (2010, July 27). Plentiful maternal affection in early infancy boosts adult coping skills, study finds.




