Ansia e disturbo da stress post-traumatico legati all'aumento di mielina nella materia grigia del cervello.

Uno recente studio evidenzia il collegamento tra ansia e disturbo da stress post traumatico (PTSD) e l’aumento della mielina, una sostanza che accelera la comunicazione tra i neuroni, nelle aree del cervello associate all’elaborazione delle emozioni e della memoria.

I risultati di un recente studio forniscono una possibile spiegazione del perché alcune persone sembrano essere resilienti mentre altre sono vulnerabili allo stress post traumatico ed ai sintomi ad esso correlati, quali per esempio: comportamento di evitamento, ansia, paura e flashback intrusivi.

I ricercatori sospettano che un trauma significativo possa provocare l'aumento della mielinizzazione in specifiche aree di sostanza grigia del cervello.

La mielina è uno strato di sostanze grasse e proteine ​​che avvolge gli assoni dei neuroni, essenzialmente con la funzione di isolare il cablaggio neuronale per facilitare la trasmissione di segnali a lunga distanza e, quindi, la comunicazione tra aree distanti del cervello. 

Molte aree interne del cervello sembrano bianche, infatti, sono chiamate “materia bianca”, a causa della mielina che avvolge i grandi fasci di assoni necessari alla comunicazione tra zone di elaborazione distanti tra loro.

Il nuovo studio rileva un aumento della mielinizzazione degli assoni nella cosiddetta “materia grigia”, dove risiede la maggior parte dei corpi cellulari dei neuroni e la maggior parte del cablaggio normalmente non è isolato dalla mielina. La mielinizzazione extra, creata ex novo, è stata trovata principalmente nelle aree associate alla memoria.

I ricercatori hanno condotto scansioni cerebrali  con MRI (Imaging basate su Risonanza Magnetica) di 38 soldati veterani - metà con PTSD (Post-traumatic stress disorder - Disturbo da Stress Post-Traumatico), metà senza - e hanno riscontrato un aumento della mielinizzazione nella materia grigia dei soggetti con PTSD rispetto a quanto osservato nel cervello di quelli non affetti da PTSD.

Un altro gruppo di ricerca ha contemporaneamente scoperto un aumento simile della mielinizzazione nella materia grigia di ratti adulti sottoposti ad un evento stressante acuto. 

Sebbene non tutti i ratti abbiano mostrato effetti a lungo termine causati dallo stress - così come non tutti i veterani traumatizzati hanno sviluppano la PTSD - quelli che li hanno manifestati hanno anche subito un aumento della mielinizzazione in aree specifiche del cervello.

Sia i veterani con PTSD che i ratti stressati che mostravano comportamenti di evitamento, ad esempio, avevano un aumento di mielinizzazione nell'ippocampo, spesso considerato la sede della memoria. 

Coloro che mostravano una risposta di paura avevano un aumento di mielinizzazione nell'amigdala, area che svolge un ruolo chiave nella nostra risposta a forti emozioni, come la paura o il piacere. 

Coloro i quali hanno evidenziato sintomi ansiosi hanno parallelamente avuto un aumento di mielinizzazione nel giro dentato, una regione fondamentale per l'apprendimento e la memoria.

La correlazione tra i sintomi e la regione interessata dalla mielinizzazione è stata scoperta perché i ricercatori hanno sottoposto i ratti ad una batteria di più d'una dozzina di test per valutare la loro specifica risposta comportamentale allo stress acuto.

È facile comprendere che negli esseri umani ci siano molte variazioni individuali nella risposta allo stress, meno intuitivo è comprendere una altrettanto elevata variabilità anche in topi geneticamente identici.

Il nuovo studio suggerisce che i sintomi specifici sono correlati a specifiche aree del cervello interessate dalla mielinizzazione come conseguenza al trauma (psicologico) subito.

Ogni paziente con PTSD ha generalmente un mix di sintomi diversi, ad esempio alcuni sono fortemente evitanti, altri sono iper reattivi. L'idea è che se si può dimostrare che questi diversi gruppi di sintomi hanno alla base correlati neurali diversi, si potrebbe effettivamente avere un vantaggio nella sottotipizzazione dei soggetti affetti da PTSD con la conseguente formulazione di protocolli terapeutici più mirati.

I ricercatori mostrano che lo stress porta alla produzione di più cellule gliali del cervello, chiamate oligodendrociti, cellule che avvolgono gli assoni dei neuroni e producono la mielina. L'aumento della mielina prodotta da questi nuovi oligodendrociti influenza la velocità delle connessioni tra i neuroni, rendendo alcune connessioni iperreattive.

Nella materia grigia della corteccia, la maggior parte degli assoni non è mielinizzata, ma se l'esperienza di un trauma ti porta a potenziare determinate connessioni con la mielina, la tua capacità di rispondere rapidamente a uno stimolo spaventoso aumenta, ma parallelamente perdi la flessibilità adattiva che normalmente avresti con assoni e dendriti non mielinizzati. 

Una risposta troppo rapida ed energica alla paura può diminuire la tua flessibilità adattiva per situazioni ambigue e potenzialmente non pericolose.

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